Illustrissimo signor presidente Berlusconi,
il mio nome è Paolo Casu e sono un consigliere comunale di Cagliari, uno dei tanti amministratori locali eletti dal popolo sovrano, che quotidianamente svolge le proprie funzioni istituzionali, consapevole dell’essenzialità del
rapporto di rappresentanza popolare diretto, di cui sono portatore.
Dal 2006 siedo nei banchi del Consiglio comunale di Cagliari, eletto nell’ambito della coalizione di centrodestra, che vedeva come candidato Sindaco Emilio Floris; soltanto dopo due mesi dall’elezione, nonostante avessi riportato – davanti all’incredulità dei più - l’inaspettato risultato del secondo posto per il numero di preferenze ricevute, ho assunto la
decisione di uscire dal gruppo politico e dal partito in cui ero stato eletto (i Riformatori sardi). La ragione di questa scelta è semplicissima, visto che la mia candidatura si era contraddistinta per una campagna elettorale svolta all’insegna della rinuncia e dell’abolizione dei numerosi privilegi, troppo spesso ingiustificabili, che accompagnano la vita politica di molti nostri amministratori locali e nazionali. In campagna elettorale avevo assicurato ai cittadini di Cagliari che, se eletto, avrei rinunciato ai diversi privilegi riservati ai consiglieri comunali, in primis all’indennità, ancorché
modesta (intorno ai 1.500 euro), che viene mensilmente corrisposta ad ogni singolo amministratore. Così ho fatto. Con orgoglio, ormai da due anni, devolvo la mia indennità consiliare ad azioni di solidarietà sociale, “girando” l’assegno comunale alle diverse parrocchie cagliaritane........
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Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi
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